Storia di Stary Sącz

Monumenti e luoghi della memoria

Diciassette luoghi in cui la storia di Sącz si può toccare con mano: dalle roccaforti sul Dunajec all’altare papale. Il colore del segnaposto indica l’epoca di origine.

  • Preistoria e alto Medioevo
  • L’epoca di santa Kinga
  • Il basso Medioevo
  • L’età moderna
  • La spartizione austriaca e la Galizia
  • La Seconda Repubblica e la seconda guerra mondiale
  • La Polonia popolare e l’età contemporanea
  1. Il cortile del monastero delle clarisse
    Scotch Mist · CC BY-SA 4.0
    1 · L’epoca di santa Kinga

    Monastero delle Clarisse e chiesa della Santissima Trinità

    pl. św. Kingi 1

    fond. 1280 · consacr. 1332 · mura 1598–1632 · monastero in muratura 1601–1605

    Il cuore di Stary Sącz batte dietro queste mura dal 6 luglio 1280, quando la duchessa Kinga affidò alle clarisse la città e 28 villaggi. La chiesa gotica in arenaria fu consacrata nel 1332 dal vescovo Jan Grot, e nella cappella riposano le reliquie della santa fondatrice, custodite da una statua in legno di tiglio del 1470 circa.

    Tra il XVI e il XVII secolo il cardinale Radziwiłł fece innalzare le mura e aprirvi feritoie, mentre Jan di Simoni ricostruì il monastero in pietra. L’interno abbaglia di barocco: il pulpito «Albero di Iesse» del 1671 e gli altari marmorei della bottega di Baltazar Fontana. Le suore sopravvissero alla soppressione giuseppina, all’incendio del 1764 e a due guerre – e qui pregano ancora oggi.

    Curiosità
    • Le clarisse furono proprietarie della città per quasi cinque secoli.
    • Nel monastero si conservavano manoscritti musicali del 1300 circa con il conductus «Omnia beneficia».
    • Il pulpito «Albero di Iesse» (1671) ha un autore incerto: Gabriel Padovani oppure «un certo Kunze».
    • La Porta dei Siculi è un dono moderno del 1999.
    • Nel 1999 le suore lasciarono la clausura per la prima volta in oltre 700 anni, per incontrare il papa.

    Fonti: AHMP, medievalheritage.eu, Comune di Stary Sącz – Monastero, Bazielich 1966

  2. La chiesa parrocchiale di Santa Elisabetta d’Ungheria
    Henryk Bielamowicz · CC BY-SA 4.0
    2 · Il basso Medioevo

    Chiesa parrocchiale di Santa Elisabetta

    ul. Mickiewicza 2

    parrocchia 1299 · gotico XIV/XV sec. · incendio 1644 · organo 1679

    La parrocchiale ricorda i tempi in cui il pievano Jakub, nel 1299, si firmava plebanus de Antiqua Civitate. In origine era dedicata a santa Elisabetta e a santa Margherita – la zia e la sorella di Kinga. Il fuoco la colpì più volte: dopo l’incursione di Ścibor nel 1410, nel grande incendio del 1644 e nella sciagura del 1795.

    Ogni volta i cittadini la risollevarono dalle rovine. La torre fu eretta da Paweł Beber (anche se c’è chi la data a prima), e nel 1679 Jan Głowiński costruì l’organo che ancora oggi canta durante il festival «1679.org».

    Curiosità
    • Campana del 1647.
    • Portale del 1622.
    • La policromia settecentesca fu riportata alla luce negli anni 1961–1962.
    • La data della torre è controversa: 1686 o 1622 circa.

    Fonti: AHMP, Korusiewicz 1994, tarnowskiekoscioly.net, Krasnowolski 2017

  3. La piazza lastricata a «teste di gatto» – dopo il restauro del 2006–2007
    Andrzej Harassek · CC BY-SA 3.0
    3 · L’epoca di santa Kinga

    Piazza del Mercato (Rynek)

    fondazione prima del 1273 · riordino 1357/1358 · pozzo 1848 · restauro 2006–2007

    Quasi un ettaro di ciottoli – dopo il rifacimento circa 1 250 000 pietre – e da ogni angolo partono due strade, come si conviene a una città fondata secondo i modelli dello Spiš e dell’Ungheria. La piazza fu tracciata già al tempo di Kinga, e la forma regolare gliela diede la seconda fondazione degli anni 1357–1358.

    Qui sorgeva il municipio – dal 1750 in muratura, con torre e botteghe – ma lo divorò l’incendio del 1795 e non fu mai ricostruito. Sono rimasti il pozzo del 1848, i tigli del 1877 e le case basse, a un solo piano, che fanno di questa piazza una delle più belle della Piccola Polonia.

    Curiosità
    • In origine sulla piazza sorgevano 25 case, oggi 22.
    • Sulla piazza c’è un pozzo, non una fontana.
    • La piazzetta «Maślany» nacque dopo l’incendio di due case porticate nel 1871.
    • Il selciato di ciottoli fu posato negli anni 1861–1872.

    Fonti: AHMP, IT Stary Sącz – Piazza del Mercato, krajoznawcy.info.pl

  4. La Dom na Dołkach – oggi Museo Regionale
    Fmbar22 · CC BY-SA 3.0 pl
    4 · L’età moderna

    Casa «na Dołkach» – Museo Regionale

    Rynek 6

    XVII sec. · scampata all’incendio del 1795 · museo dal 1956/1976

    L’unica casa in muratura sopravvissuta al grande incendio del 1795. Ha muri spessi un metro e un pavimento di ciottoli di fiume. Da dove viene il nome? Alcuni dicono dalle fosse dei conciatori, altri dalla prigione. Tra le due guerre la famiglia Steireich vi gestiva un’enoteca.

    Dal 1956 la casa ospita le collezioni del calzolaio Józef Paszkiewicz e dal 1976 il Museo Regionale intitolato a Seweryn Udziela. Vi si trovano ricordi di Ada Sari e di don Józef Tischner.

    Curiosità
    • Il NID la descrive come «antica locanda del XVIII secolo».
    • Il restauro fu eseguito nel 2012.
    • La data di apertura della Sala Regionale varia secondo le fonti: 1954, 1956 o 1957.

    Fonti: Comune di Stary Sącz – Catalogo dei monumenti, IT Stary Sącz – Museo, zabytek.pl

  5. 5 · L’epoca di santa Kinga

    Antico convento francescano e municipio

    ul. Batorego 25–27

    fond. ca. 1280 · incendio 1644 · soppressione 1814/1815 · municipio dal 1831

    I frati minori giunsero qui già al tempo di Kinga – dodici religiosi nella parte occidentale della città, presso la chiesa di San Stanislao. Alla loro penna si attribuisce la vita medievale della santa duchessa.

    Gli austriaci soppressero il convento passo dopo passo: nel 1786 la chiesa fu data ai coloni, nel 1813 il granaio fu requisito per il sale e nel 1814 se ne andarono gli ultimi frati. Nel 1831 la città acquistò il granaio e vi sistemò il municipio, mentre nella chiesa e nel convento si insediò il tribunale con la prigione.

    Curiosità
    • Si sono conservati l’ala meridionale con l’abside e una lapide del 1722.
    • Negli anni 1903–1925 l’edificio del municipio ospitò la scuola magistrale.
    • Data e fondatore del convento sono controversi: ca. 1280 (Kinga) o prima del 1279 (Bolesław).

    Fonti: Styczyńska 2007, AHMP

  6. La chiesa di San Rocco nel vecchio cimitero
    Gorofil · CC BY-SA 4.0
    6 · L’età moderna

    Chiesa dei Santi Rocco e Sebastiano

    ul. Rocha

    cappella 1593/1596 · chiesa in muratura 1643–1644 · cimitero dal 1783

    Rocco e Sebastiano si invocavano contro la peste – non stupisce che la loro cappella sorgesse ai margini della città già alla fine del XVI secolo. L’attuale chiesetta in pietra con l’abside fu fondata dalla badessa Anna Lipska e da Samuel Łapka negli anni 1643–1644.

    Dal 1783 attorno alla chiesa si stende il vecchio cimitero. Vi riposano don Józef Leopold Kmietowicz, lo storico Szczęsny Morawski e il compositore Jan Joachim Czech, e accanto si trova il mausoleo delle clarisse.

    Curiosità
    • Si è conservato un frammento di trittico del 1500 circa.
    • La chiesa è del primo barocco.
    • L’edificio precedente bruciò nel 1644.

    Fonti: beskidsadecki.eu – San Rocco, AHMP, Sączopedia

  7. La sinagoga di via Staszica, dell’inizio del XX secolo
    Henryk Bielamowicz · CC BY-SA 4.0
    7 · La spartizione austriaca e la Galizia

    Sinagoga

    ul. Staszica 10

    sinagoga in legno 1876 · in muratura 1905/1906 · registro A-717 (1993)

    Gli ebrei si stabilirono tardi nella città delle clarisse – ancora nel 1799 non vi abitava nessuno. Nel 1876 sorse una sinagoga di legno e all’inizio del XX secolo una in muratura, su progetto di Józef Kostański, finanziata da Baruch Holländer.

    Durante l’occupazione i tedeschi la devastarono, e la comunità che vi pregava fu sterminata nell’agosto del 1942. Oggi è abbandonata – un testimone silenzioso, iscritto nel registro dei monumenti.

    Curiosità
    • L’edificio è orientato, con il matroneo sopra il vestibolo.
    • Il mikveh si trovava in ul. Jagiellońska 16.
    • La comunità non aveva un proprio cimitero: i morti venivano sepolti a Nowy Sącz.
    • Fonti più antiche indicano l’indirizzo Staszica 3.

    Fonti: Wirtualny Sztetl – Sinagoga, AHMP, Twój Sącz

  8. 8 · La spartizione austriaca e la Galizia

    Antica scuola magistrale

    ul. Daszyńskiego 15

    apertura 1903 · edificio 1912–1913 · trasloco 1925 · ultima maturità 1936

    La città si batteva per avere la scuola magistrale dal 1894 e la ottenne il 5 ottobre 1903. Si impegnò a costruirne l’edificio e a versare 1000 fiorini all’anno. Dapprima si insegnava nel municipio, poi dal 1925 nel nuovo edificio, che fu intitolato a Jan Długosz.

    Da queste mura uscirono generazioni di maestri della regione di Sącz. Tra le vittime di Katyń e di Charkiv vi furono 23 ufficiali ex allievi – li ricorda una lapide del 2010.

    Curiosità
    • Nel 1914 l’edificio fu occupato dalle truppe russe e austriache.
    • Oggi vi ha sede il Complesso Scolastico intitolato a don J. Tischner.
    • Il 120° anniversario della scuola è stato celebrato nel 2023.

    Fonti: Chajko 2025, starosadeckie.info – Scuola magistrale, Sądecki News

  9. L’edificio della Società Ginnica «Sokół» in via Batorego
    Swohmeck · CC BY-SA 3.0
    9 · La spartizione austriaca e la Galizia

    Edificio del «Sokół»

    ul. Batorego 23

    Società ginnastica «Sokół» 1893 · prima pietra 1907 · cinema dal 1926

    Nel 1893 l’avvocato Edward Szayer e il farmacista Julian Fijałkowski riunirono 30 persone e fondarono la sezione locale del «Sokół». L’edificio fu progettato gratuitamente dall’architetto Zenon Remi, e la prima pietra fu posata il 15 maggio 1907.

    Dopo la Prima guerra mondiale vi funzionò il primo cinema della città e per lunghi anni il Centro di Cultura e Arte intitolato ad Ada Sari. Qui si esercitavano il corpo e lo spirito, si recitava a teatro e si guardavano film.

    Curiosità
    • La sala ha 212 posti.
    • Il restauro fu eseguito negli anni 2007–2010.
    • Date di completamento secondo le fonti: 1907, 1908, 1909 o 1910.

    Fonti: starosadeckie.info – Sokół, beskidsadecki.eu – Sokół

  10. L’Altare Papale presso il quale, il 16 giugno 1999, Giovanni Paolo II canonizzò Kinga
    John Samuel · CC BY-SA 4.0
    10 · La Polonia popolare e l’età contemporanea

    Altare Papale e Centro «Opoka»

    ul. Papieska 10

    canonizzazione 16 giu 1999 · Centro diocesano di pellegrinaggio 2004 · Casa del Pellegrino 2010 · Giardini di Santa Kinga dal 2015

    Il 16 giugno 1999 sui prati di Stary Sącz si radunarono oltre 600 000 persone, e Giovanni Paolo II proclamò santa Kinga: «Non abbiate paura di essere santi». L’altare in legno fu progettato da Zenon Andrzej Remi di Zakopane, e la mensa poggiava originariamente su blocchi di sale di Bochnia.

    L’altare doveva essere trasferito a Nowy Sącz, ma il sindaco Kuczaj si oppose e il vescovo Skworc decise che sarebbe rimasto. Oggi è l’unico altare papale conservato sul posto, con un museo e una casa del pellegrino.

    Curiosità
    • Il museo papale conta oltre 2000 oggetti.
    • Ogni anno vi giungono circa 200 000 pellegrini.
    • Il progettista non è lo stesso Zenon Remi che progettò il «Sokół».
    • A causa della nebbia il papa arrivò in automobile da Limanowa.

    Fonti: centrumopoka.pl, DTS24, eKAI

  11. 11 · La spartizione austriaca e la Galizia

    Fonte e cappelletta di Santa Kinga

    Podmajerz

    cappelletta in muratura 1779 · riqualificazione 2010

    Narra la tradizione che l’acqua sgorgò qui per volere di Kinga. Gli studiosi vi vedono piuttosto il ricordo della Młynówka, il canale che partiva dallo stagno ai piedi della Miejska Góra – ma i pellegrini continuano a venire con le bottiglie.

    La cappelletta in muratura del 1779 sostituì una di legno. A questo luogo è legata la guarigione del prof. Marian Starczewski nel 1974, riconosciuta come il miracolo necessario alla canonizzazione.

    Curiosità
    • La riqualificazione è costata 950 565,46 złoty.
    • La cappelletta fu conservata nonostante le soppressioni austriache.
    • Il miracolo fu riconosciuto nel 1998.

    Fonti: starosadeckie.info – Fonte, AHMP

  12. 12 · La spartizione austriaca e la Galizia

    Miejska Góra (Monte della Città)

    cimitero del colera 1831 · trampolino 1940–1965 · Leśne Molo 2021

    La collina boscosa (420 m s.l.m.) domina la città da occidente. Un tempo vi si cercava la rocca del castellano – invano. Al suo posto, sul pendio, si sono conservati un cimitero del colera del 1831 e una cappelletta del 1931.

    Per un quarto di secolo qui funzionò un trampolino per il salto con gli sci, e dal 2021 tra gli alberi corre il «Leśne Molo», il «Molo nel bosco». L’area occupa circa 113 ettari nella zona di rispetto del Parco paesaggistico del Poprad.

    Curiosità
    • Fonti più antiche indicano un’altezza di circa 400 m.
    • Nel 2025 è stato firmato il contratto per la costruzione dell’«Orbisfera».
    • Ai piedi della collina scorre il torrente Moszczenicki.

    Fonti: Sączopedia – Miejska Góra, Migrała 2016

  13. La passerella nell’oasi naturalistica «Bobrowisko»
    Michalgwo · CC0
    13 · La Polonia popolare e l’età contemporanea

    Oasi naturalistica «Bobrowisko»

    cava di ghiaia 1950 – anni ’80 · apertura 2018

    Là dove, nella Polonia popolare, si scavava la ghiaia per costruire Nowa Huta, la natura si è ripresa ciò che era suo. Le cave si sono coperte di vegetazione e nell’acqua si sono insediati i castori.

    Nel 2018 gli architetti dello studio 55Architekci vi hanno fatto passare una passerella lunga circa 400 m con due capanni di osservazione. Il progetto ha vinto il premio Witkiewicz, e la gente accorre numerosa – nella prima settimana di giugno del 2019 sono arrivate 1800 persone.

    Curiosità
    • Costo: 1 520 612 złoty.
    • Si trova alla confluenza del Dunajec e del Poprad.
    • Il progetto è nato nel 2017.

    Fonti: Architektura i Biznes, Commissione europea

  14. 14 · La spartizione austriaca e la Galizia

    Cimitero di guerra n. 348

    ul. Węgierska

    1915 · prog. Gustaw Ludwig

    Nel cimitero comunale di ul. Węgierska l’architetto austriaco Gustaw Ludwig progettò nel 1915 un settore per i caduti della Grande Guerra. Più tardi vi si aggiunsero tombe della Seconda guerra mondiale.

    È un angolo silenzioso della memoria, che pochi visitatori conoscono. Quanti soldati vi riposino non è ancora stato accertato.

    Curiosità
    • Il cimitero comunale fu aperto nel 1909 e ampliato nel 1917.
    • Settori della Prima e della Seconda guerra mondiale.
    • Numero dei sepolti non accertato.

    Fonti: AHMP, Korusiewicz 1994

  15. 15 · La Seconda Repubblica e la seconda guerra mondiale

    Fossa comune e monumento a Piaski

    ul. Piaski, bosco sul Poprad

    esecuzione 17 ago 1942 · Appello della Memoria ogni anno il 17 ago

    Il 17 agosto 1942 fu ordinato agli ebrei di presentarsi al mercato del bestiame. I camion con gli anziani e i malati svoltarono verso il Poprad, nel boschetto di Piaski. Lì furono fucilate 95 persone. Gli altri furono spinti a Nowy Sącz e deportati nel campo di sterminio di Bełżec.

    Nel bosco sul fiume sorge un monumento sopra la fossa comune. Ogni anno, il 17 agosto, gli abitanti vengono qui per l’Appello della Memoria.

    Curiosità
    • I numeri nelle testimonianze variano: da «oltre 70» a 150 vittime; 95 è il numero accettato.
    • Il ghetto di Stary Sącz fu il primo a essere liquidato nella regione di Sącz.
    • La data di erezione del monumento è difficile da stabilire.

    Fonti: Wirtualny Sztetl – Luogo dell’esecuzione, starosadeckie.info – 80° anniversario, IPN Cracovia

  16. Grobla a Podegrodzie – luogo della roccaforte dei più antichi castellani di Sącz
    13piotrek · CC BY-SA 3.0
    16 · Preistoria e alto Medioevo

    Le rocche di Zamczysko e Grobla a Podegrodzie

    Podegrodzie

    Zamczysko metà XI sec. · Grobla XII – 2ª metà XIII sec.

    Il primo «Sącz» non si trovava dove oggi c’è la piazza, ma qualche chilometro più in là, nella parte settentrionale di Podegrodzie. Su un promontorio isolato da un fossato sorgeva Zamczysko, che bruciò a cavallo tra l’XI e il XII secolo. Circa 600 m più a sud crebbe la rocca più grande, Grobla.

    Fu a Grobla che risiedettero i castellani di Sącz. Il terrapieno a strati fu ricostruito almeno quattro volte, e ai piedi della rocca, presso la chiesa di San Giacomo, si sviluppò il borgo sottostante – da qui il nome Podegrodzie, «sotto la rocca».

    Curiosità
    • Gli scavi hanno confermato l’ipotesi di Andrzej Żaki sulla sede della castellania a Grobla.
    • La data di fondazione di Zamczysko è controversa: fine del X o metà dell’XI secolo.
    • Il racconto della distruzione di Grobla da parte dei mongoli nel 1241 è una leggenda.

    Fonti: AHMP, Migrała 2016, Krasnowolski 2017

  17. La collina della roccaforte di Naszacowice sul Dunajec
    13piotrek · CC BY-SA 3.0
    17 · Preistoria e alto Medioevo

    Il castelliere di Naszacowice

    Naszacowice

    ca. metà VIII – XI sec.

    Prima che arrivassero i Piasti, il potere nella conca aveva la sua fortezza sul Dunajec. Il castelliere a più settori di Naszacowice occupava circa 15 ettari – era davvero enorme. Il terrapieno fu eretto in più fasi, e gli strati di bruciato testimoniano una storia tempestosa.

    Gli archeologi dell’Università Jagellonica, guidati da Jacek Poleski, vi hanno scavato dal 1983. Hanno trovato oggetti dell’ambito avaro, grande-moravo e antico-ungherese – segno che le vie attraverso i Carpazi erano attive molto prima di Kinga.

    Curiosità
    • La quarta e ultima fase di costruzione della rocca era già piastiana.
    • Fino al 1997 si sono svolte 14 campagne di scavo.
    • Studi più vecchi indicavano una superficie di circa 10 ettari.

    Fonti: AHMP, Informator Archeologiczny 31, RUJ – Poleski 2004