L’altare di legno presso il quale Giovanni Paolo II canonizzò Kinga è rimasto al suo posto. Accanto si trovano un museo, una casa del pellegrino e i Giardini di santa Kinga.
Il 16 giugno 1999 sui prati di Stary Sącz si radunarono più di 600 mila persone. Quel giorno Giovanni Paolo II proclamò santa Kinga ed esclamò: «Non abbiate paura di essere santi». Si racconta che la nebbia impedì al papa di arrivare in volo e che giunse in automobile da Limanowa.
L’altare di legno fu progettato da Zenon Andrzej Remi di Zakopane. Non è lo stesso Zenon Remi che progettò l’edificio del «Sokół». La mensa poggiava in origine su blocchi di sale di Bochnia. L’altare doveva essere trasferito a Nowy Sącz. Dopo l’opposizione del borgomastro, nell’agosto 1999 si decise che sarebbe rimasto sul posto. È l’unico altare papale conservato là dove fu eretto.
Accanto all’altare dal 2004 opera il Centro diocesano di pellegrinaggio «Opoka». Ha un museo papale con più di duemila oggetti e dal 2010 anche una Casa del pellegrino. Nel 2015 cominciarono a sorgere qui i Giardini di santa Kinga. Ogni anno arrivano circa 200 mila pellegrini. Se capiti in una giornata tranquilla, fai il giro dell’altare e guarda Stary Sącz da questo lato.
foto John Samuel · CC BY-SA 4.0 · Fonte



